Birra.... aumenta sempre più la voglia di farsela in proprio

- di Roberta Tidona -

Beer&food, purché di qualità. Questo uno dei binomi magici ai quali evidentemente si riferiva il direttore di IEG, Patrizia Cecchi, a proposito di happening organizzati alla Fiera di Rimini, durante le interviste ospitate sugli ultimi due numeri della rivista. Una kermesse che a febbraio ha fatto da staffetta al Sigep per raccontare come il cibo di qualità possa sposare l’eccellenza birraria, e dove la produzione italiana di birre artigianali e speciali, vera e propria valorizzazione dei territori d´origine, possa far incontrare con successo gli operatori professionali con i suoi più incalliti consumatori. Nel mentre tutto questo avveniva contemporaneamente, Unioncamere certificava proprio l’escalation di un fenomeno che anche nel nostro paese sta prendendo piede, quello della produzione artigianale della bevanda in questione. Bionda, scura, non filtrata, doppio malto, fruttata o amarognola. Per ogni pasto, palato, umore ed esigenza una birra diversa. Dove gli italiani decidono sempre più di prepararsela in proprio non solo per appagare la propria sete. A dispetto del peso delle accise e della concorrenza dei grandi produttori internazionali, l’universo della birra in Italia negli ultimi cinque anni si è espanso a velocità crescente e, con esso, il numero delle aziende produttrici e degli addetti. Se nel 2012, lungo lo stivale erano solo 286 le imprese che operavano nella fabbricazione della birra, alla fine dello scorso anno all’appello hanno risposto invece ben 693 imprese. Un vero e proprio balzo che, in un lustro, ha visto moltiplicarsi di una volta e mezzo la costellazione dei

La tendenza ad abbinarla al cibo di qualità

“maghi” del luppolo e ad allargare il numero degli addetti totali del settore a circa 4mila unità.

In termini assoluti, il fenomeno vede sono le grandi città come Milano (26), Torino (25) e Roma (21) guidare la graduatoria per il maggior numero di imprese impegnatenella produzione di birra. A seguire si affacciano città medio-grandi delNord come Trento (17) e la coppia Bergamo-Brescia (16). Oltre a Salerno (quarta in graduatoria con 19 realtà), solo Bari è tra le province del Sud che si fa spazio nella topten con 15 imprese. A livello regionale, la classifica dei primi tre posti vede al vertice la Lombardia (105 imprese), seguita dal Piemonte (62) e dal Veneto (56). Osservando la crescita nel periodo considerato, i dati mostrano invece una rincorsa delle regioni del Mezzogiorno su quelle del Nord. L’aumento più marcato (+4 volte) si registra infatti in Molise, dove le imprese del settore sono passate da 2 a 10 in cinque anni. A seguire la Basilicata, dove oggi i produttori di birra sono 3 volte più numerosi rispetto al 2012 (da 3 a 12) e la Sicilia, passati da 10 a 38.

Fonte: Fotografie e testi de L'Esercente - edizione di marzo 2018

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