Quanto le eccellenze enogastronomiche del Belpaese possono aiutare ad uscire dalla crisi

- di GLR -

Airbnb (portale on-line per affitti/vacanze) ha pubbli- cato un global report che mostra come, da settembre 2016, i propri ospiti a Roma abbiano speso €257 milioni nei ristoranti della città, mostrando i benefici che la presenza dei turisti possono portare alla nostra Capita- le. Allargando il focus a 10 città europee (tra cui Barcellona, Londra e Parigi), si nota come gli utenti del portale abbiano speso complessi- vamente più di €2.5 miliardi, €700 milioni in più rispetto al 2016. Gli ospiti di Airbnb stanno spen- dendo in attività locali cifre mai viste prima d’ora: in media si spen- de nei ristoranti tra i $40 e i $100 dollari a sera e quasi la totalità (43%) delle spese degli ospiti avviene infatti all’interno dello stesso quartie- re in cui soggiorna- no e quindi non solamente nei quar- tieri “centrali”. Altro dato interessante è che il 56% degli ospiti che ha rispar- miato prenotando un alloggio su que- sta piattaforma digi- tale, ha speso poi di più in cibo e shop- ping testimoniando che fatto “100” di budget stimato di spesa giornaliera, quello che si rispar- mia per una voce, tendenzialmente la si spende per altre cose...cibo incluso! I turisti pertanto sono inoltre molto propensi a spendere molto per i prodotti ali- mentari tradizionali ed a km zero.

Che si tratti di provare una pizzeria, un buon gelato, gustare vino locale o assaggiare prodotti è evidente che la cucina in Italia giochi un ruolo importante nell’economia romana e nazionale. Opportunità da cogliere.Per parlare di uno dei prodotti più conosciuti al mondo, importanti sono i dati relativi all’olio: il 2017 è stato un anno di campagna tecnicamente definita “di scarica” per l’intera area mediterranea (tranne in Tunisia dove si prevedono numeri da record !) e nel 2018 la produzione sarà globalmente migliore, anche se si prevede una riduzione. Nell’area della Toscana, Marche, Umbria e Lazio troveremo sicu- ramente meno volumi di produzione, per colpa della siccità e dell’estremo calore di quest’anno. Fa progressi la ricerca nel campo dell’oli- vicoltura, soprattutto della nutrizione con analisi impor- tanti sui benefi- ci alimentari dell’olio extra- vergine di oliva. Infatti solo quest’ultimo può considerarsi di qualità ma attenzione alle facili teorie che vogliono per forza individuare nell’olio componenti curative mentre invece, è indubbio il suo apporto positivo nel nostro patrimonio genetico. Oggi siamo in grado di vedere gli effetti di alcuni componenti, come i polifenoli, sul genoma e anche sulle proteine e, quindi, sulla composizione stessa dell’organismo: insomma l’olio extravergine ci aiuta a ripulire il nostro corpo ed a contrastare le aggressioni esterne ! 

Il consiglio è di assumere 20/25 ml di olio extra- vergine di oliva al giorno, che equivalgono a 2 cucchiai da minestra, da associare però ad una dieta sana. Attenzione poi, a parlare degli antiossidanti nell’olio su cui, in realtà, la ricerca ha ancora molta strada da fare prima di poter sostenere in modo inconfutabile che migliorano la salute e allungano la vita; mentre prende corpo la teoria ( sempre che si tratti di un prodotto mediterraneo e non “globale” o proveniente chissà da dove...), che l’olio extravergine possa aiuta a prevenire le patologie cardiovascolari (fonte O.N.A.O.O – Assaggia- tori olio di oliva). Non potevamo non terminare questa breve disamina dei comunicati stampa che ci giungono mensilmente in redazione, senza sconfi- nare nel terreno a noi più congeniale: per quanto riguarda i dati di consumo del gelato artigianale, il 2017 si profila come un anno da record. Dall’olio extravergine passando per la ricca produzione vinicola per finire con il gelato di scuola italiana record con incrementi del 10-15 % ed una grande propensione al gelato bio, naturale, tradizionale e con frutta del territorio ma anche “esotica” purchè legata a principi e fattori “salutistici”. In ultimo, uno sguardo ai dati del mondo del franchising dove il set- tore delle gelaterie-pasticcerie- yougurterie hanno fatto registrare un incremento dei punti vendita rispetto al 2015 (+5,7%) ma un calo importante del fatturato (- 7,7%). I dati sono di Assofranchising e pongono in luce come una offerta molto bassa di formazione ed investimenti molto allettanti (ovverosia a basso costo) soprattutto nel settore delle gelaterie in fran- chising (abbiamo visto molte pubblicità addirittura in Tv), il più delle volte non hanno redditività e lasciano poi il povero neo-esercente in grandissima difficoltà. Un consiglio: affidatevi sempre ad esperti del settore!

Fonte: Fotografie e testi de L'Esercente - edizione di ottobre 2017

Cerca nel Sito

Sfoglia i contenuti

Iscriviti alla newsletter! Una volta al mese ti manderò dei contenuti nuovi oppure, di tanto in tanto, ti informerò di qualche nostra iniziativa . Portrai sempre cancellare la tua iscrizione seguendo i link.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.