Sushi e vino: il Giappone apre le porte alla tradizione italiana

- di Giovanna Angelino -

Il vino è uno stile di vita, è tradizione, cultura; tutto rigorosamente italiano. Molti continuano a non credere però nelle contaminazioni. Fra non molto vi sarà la totale apertura del mercato giapponese; infatti con l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio molte tariffe saranno azzerate, in primis quelle sul vino.

Le bottiglie italiane saranno fra i primi prodotti ad essere interessate dalle nuove norme, entrando nel mercato nipponico in grandi quantità. Già oggi si parla di esportazioni cresciute del 14,2% in Giappone, il vino italiano, infatti, ha raggiunto molti mercati, impensabili prima, fra cui anche il Cile.

Sushi e vino, lo avete provato? Qualche giapponese lo propone. E’ vero che in confini a volte sono qualcosa di odioso e fastidioso, ma sushi e vino no, ancora non ci convince. I vini italiani, per fortuna sono ancora considerati all’estero prodotti di grande pregio da accostare (molti lo sperano) ad una cucina tradizionale e raffinata (italiana).

Prossimamente prenderanno avvio 68 eventi ufficiali su tutto l’arcipelago nipponico, anche in vista delle olimpiadi del 2020. L’ufficio promozione scambi dell’Ambasciata italiana è ottimista sulla possibilità di far valere i nostri prodotti, la tradizione e l’immensa ricchezza della cultura italiana oltre i confini.

Non è un mistero che il vino italiano viene esportato in percentuali sempre più alte, sono molti i prodotti che hanno un successo eccezionale all’estero. La cultura del “bere” in Italia non è seconda a nessuno, nemmeno ai cugini francesi; tanto è vero che alcuni prosecchi italiani in passato sono stati venduti addirittura anche in Francia.

Non bisogna vendersi l’anima però insieme al vino; il mondo del commercio ha molte trappole e ormai sono decenni che imprenditori stranieri tentano di mettere le mani sul “mady in Italy” e in molti ci sono pure riusciti.

Forse i vini italiani, per tradizione culinaria vanno associati a cibi italiani; esportare anche l’”essere italiano” è cosa assai difficile, per cui si potrebbe pensare a dei punti vendita dislocati in diverse aree del mondo dove al vino è abbinata un’ottima cucina tradizionale italiana, nuove idee per nuovi imprenditori.

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