Tempo di raccolta castagne

 

  • Fonte: Informacibo

  • Immagini tratte da google

La raccolta delle castagne: è una bellissima opportunità di trascorrere giornate in famiglia tra camminate, pic-nic e cromoterapia allo stato puro. Infatti, una passeggiata tra i boschi tinti d’autunno, riesce sempre a far scaricare energie negative.

Raccogliere le castagne è quel che si può definire 2 piccioni con una fava. Fortuna permettendo, dà infatti l’opportunità di incombere nel ritrovamento di qualche goloso fungo porcino da aggiungere magari a una classica torta salata. D’altronde, i due vegetali sono in perfetta simbiosi da sempre. Dove c’è castagno c’è porcino.

Il periodo della raccolta delle castagne ha un’atmosfera un po‘ simile a quella della vendemmia. É una giornata di festa, in cui tutti i pensieri si allontanano man mano che la distanza dalla città aumenta.

Lungo tutto lo stivale le varietà di castagne sono davvero tantissime, piccole, grandi, grosse o giganti si dividono in due macro-categorie: marroni e castagne.

La raccolta delle castagne va fatta ogni 3 giorni. Infatti, il grado di maturazione dei frutti, risulta disomogeneo sull’albero. Maturano prima sempre i frutti più esposti al sole.

Dalle primizie raccolte alla metà di settembre, passano circa 40 giorni in cui ai piedi degli alberi c’è un costante tappeto di ricci pronto a essere raccolto e lavorato.

Fresche, sotto forma di farina o conserve, le castagne erano sempre presenti sulle tavole delle popolazioni montanare. Grazie alla possibilità di conservarle tramite essiccazione e la loro versatilità in cucina, hanno infatti conquistato un ruolo importante nell’alimentazione delle zone collinari. Soprattutto in quelle meno agevoli alla coltivazione e, nei periodi di carestia, erano alimento fondamentale lungo tutto lo stivale.

Come nascono i marroni

Le caratteristiche dei marroni cambiano sin dalla nascita. Nascono in un riccio insieme a massimo 3 sorellone tutte con lo spazio vitale necessario a ottenere la caratteristica  forma tondeggiante e paffuta.  Si presentano con un  colore molto più chiaro rispetto alle cugine e hanno delle tipiche striature scure. La loro pezzatura non può essere inferiore ai 90 frutti per kg. La polpa dolce, gustosa e zuccherina, è adatta a tutte le preparazioni ma è nei dolci che esprime il suo massimo in bontà.

In ultimo, ma non meno importante, la percentuale di frutti settati nella polpa deve essere inferiore al 12%.

Castagne del Monte Amiata Igp

Anche la Toscana non scherza in merito a castagne. A cavallo tra le province di Siena e Grosseto, viene coltivata da secoli la castagna del Monte Amiata. Appartenente alla famiglia della Castanea Sativa, comprende tre genotipi locali: Bastarda Rossa, Cecio e Marrone.

Si raccolgono in una altitudine che va dai 350 ai 1000 m già intorno al 15 di settembre, fruttificazione precoce dovuta allo speciale microclima mite della zona amiatina. 

Le castagne del Monte Amiata I.g.p. sono una varietà dal frutto medio-grande, circa 80 frutti per ogni kg. Hanno una forma variabile così come il colore varia in funzione della varietà.

La loro polpa è color crema, dal sapore dolce, gradevole e delicato presenta una piacevole consistenza farinosa. Ed è per questa caratteristica che sono le predilette per diventar farina o conserve, sottoforma di marmellate o creme sanno sempre soddisfare i palati.

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