Un sondaggio ci svela il futuro: il menu classico presto ci lascerà

- di Giovanna Angelino -

In occasione del Food Marketing Mastery  tenutosi a Bologna, “Ristoratore Top”, agenzia specializzata in marketing ha intervistato 160 ristoratori e sembra proprio che entro il 2030 il menu tradizionale cederà il posto al piatto unico. Addio, quindi ad antipasto, primo, secondo, contorno, frutta e dessert. Dalle nostre tavole, certo non sparirà proprio tutto, questo è ovvio.

Il sondaggio rivela, in pratica più una contaminazione da cucine estere, che si realizzerebbe con piatti unici composti. E’ emerso, inoltre che le portate tradizionali non spariranno nelle feste e nelle cerimonie, dove il “classico” sarà sempre di moda.

La tendenza era già nell’aria da tempo e questo si avvertiva anche da nuovi prodotti offerti nei supermercati, sempre più monodose o meglio per single e coppie. D’altra parte la cucina va di pari passo con la composizione della società, con gli umori, con gli impegni delle persone, in un’epoca dove la famiglia numerosa è scomparsa già da un pezzo. Il fondatore di “Ristoratore Top” , Lorenzo Ferrari preannuncia una grande rivoluzione a tavola, molto più grande di quella avvenuta dopo gli anni ’50, quando lo sviluppo economico cambiò le abitudini anche a tavola.

Siamo, quindi nel bel mezzo del cambiamento; Cosa dire invece della convivialità, di quello cioè che rappresenta il cibo,  del piacere e dello stare insieme?  Secondo il sondaggio anche il ristorante come luogo cambierà e il momento  più conviviale in assoluto sarà quello del dessert o del caffè e dell’amaro.

In realtà anche prima di questo mutamento epocale l’attimo più intimo e leggero è stato sempre quello dei dolci, del liquore e del caffè, specie se si è consumato un buon vino veritasdurante il pasto e i sensi si sono leggermente allentati. Vi è chi addirittura aspetta tutto il tempo solo per gustarsi l’ora del dolce, ma si tratta di qualche eccezione. Il vero amante del cibo ama gustarsi tutto il pasto dalla prima all’ultima portata.  In Italia la cucina è molto più di una cultura, gli chef sono acclamati come grandi star e vi è una letteratura senza precedenti; nascono libri di cucina molto più in fretta dei funghi per il risotto. Sempre più persone si improvvisano cuochi, influenzati forse anche dalle numerose trasmissioni televisive.

Bisogna credere ai sondaggi? Non abbiamo deciso ancora se crederci, aspetteremo il 2030, in fondo mancano solo dodici anni. Mettiamoci comodi e aspettiamo, magari con un buon bicchiere di vino per ingannare l’attesa e un po’ di prosciutto, qualche spicchio di parmigiano, con un piatto unico insomma.

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