Vini Alois, storie di uomini

- di Angela Merolla -

Rinomati per l’operato svolto nel settore tessile, i consanguinei Alois proseguivano su una strada tracciata da generazioni portando in grembo continue conflittualità; ma l’energia se accumulata prima o poi innesca una inevitabile esplosione e la conseguente onda d’urto.

Pertanto di comune accordo, un ramo degli Alois continua il percorso tessile, mentre Michele Alois e suo figlio Massimo, nei primi degli anni novanta tracciano nuovi orizzonti imprenditoriali, l’esplosione è innescata, ha inizio una stimolante sfida in un settore per loro assolutamente nuovo ma in forte espansione, quello enologico, che oltretutto in quegli anni alle Pendici dei Monti Caiatini, a nord di Caserta, riscattava   dall’oblio antichi vitigni autoctoni che si stavano perdendo nel tempo e con essi il territorio viticulturale.

Inizialmente furono vitati piccoli appezzamenti di terra, oggi sono oltre 20 gli ettari Alois che unitamente all’Aglianico e alla Falanghina, allevano gli atavici Pallagrello nero, Pallagrello bianco, e Casavecchia, le cui uve hanno confermato le citazioni storiche e la memoria degli anziani viticoltori, che raccontano delle eccellenti peculiarità adatte alla produzione di vini eleganti e longevi.

E’ Trebulanum il nome del vino Casavecchia in purezza, che conserva la caparbietà del vitigno e si palesa con una notevole ricchezza olfattiva accompagnata da un sorso singolare quanto elegante.

Cunto e Caiatì versione nera e bianca del Pallagrello, dal corredo olfattivo che aleggia dal vitigno al territorio, lasciando spazio ad una beva rotonda, interessante e mai scontata.

Se inizialmente la scelta imprenditoriale fu mirata, pur tenendo al legame con il territorio d’origine e al progetto di rivalorizzazione dei vitigni, poi il tutto si è evoluto in un appassionante viaggio con la natura, dove inaspettata l’onda d’urto è arrivata all’animo degli Alois, creando un legame forte con i vigneti e i loro vini, fonte d’orgoglio proprio come dei figli, nati dalla passione e dalla pazienza di chi sa aspettare, affinché il tempo dia ragione alla tenacia e alla veracità.

Fotografie by Raffaele Nocera
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